Vergine: la terra mercuriale

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Il 23 agosto il sole è entrato nel segno della Vergine e vi rimarrà fino al 22 settembre, equinozio d’autunno.

La Vergine è la seconda costellazione del cielo per dimensioni e, secondo gli antichi, rappresenta una donna alata con una spiga in mano. Proprio in corrispondenza della spiga si trova Spica una stella molto brillante venerata dai mietitori.

Dal 6540 al 4380 a.c. il solstizio coincideva con la levata di questa costellazione, siamo in piena rivoluzione neolitica, la società matriarcale venera la grande madre terra.

La stagione dei raccolti è quasi terminata, la terra si prepara a ricevere nuovi semi: un ciclo finisce, uno sta per iniziare; la Vergine è il sesto segno, la fine di un primo processo evolutivo e il principio di una nuova fase.

L’elemento terra è qui fortemente influenzato da Mercurio che in questo segno trova la sua esaltazione e secondo domicilio.

La Vergine è intelligenza, mente pura, discriminante, racchiusa in un corpo fisico che non tollera caos, disordine, approssimazione.

E’ continuamente spinta al miglioramento, alla perfezione, al risultato.

Anna Elisa Albanese scrive che “la Vergine si sforza di mettere insieme tutto per diventare la persona capace di affrontare ogni esperienza”.

L’archetipo, il mito, legato a questo segno è quello di Demetra, colei che non solo ha donato il grano agli uomini ma ha anche insegnato loro come coltivarlo.

La figlia di Demetra, Persefone, viene rapita da Ade e nascosta negli inferi. La madre disperata la cerca mentre tutto intorno a lei si fa sterile, il dolore le fa perdere il contatto con la natura.

Mosso a compassione Zeus invia Ermes nell’Ade per riunire madre e figlia, ma Persefone ha assaggiato i frutti offerti dal dio degli inferi e non vuole abbandonare il suo sposo. Zeus decide quindi di lasciare Persefone nell’Ade durante l’inverno e nell’Olimpo con Demetra durante la stagione della maturazione dei frutti della terra.

Il grande dono di coloro nati sotto questo segno é il discernimento, la capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, di interrogarsi criticamente.

L’inquietudine nasce dall’abbandono alle emozioni, dalla perdita del controllo, dalla non conoscenza, dalla continua osservazione corpo/mente, io/gli altri.

La perdita di Persefone rende Demetra incapace di ricoprire il suo ruolo legato alla fertilità e alla terra, la Vergine non si trova a suo agio con i sentimenti con l’ignoto, con il pensiero astratto.

Nel suo viaggio dovrà però imparare ad affidarsi all’intuizione, ad integrare cose non sempre facili da conciliare, a compiere il suo ruolo di segno di passaggio, dal senso di identità sviluppato dai primi segni dello zodiaco verso una maggior capacità di condivisione e relazione.

Dovrà riuscire a lasciarsi andare al flusso della vita, vedere le sincronicità, abbandonarsi al potere della fiducia. 

Kriyananda scrive “troppa razionalità tarpa le ali all’immaginazione”, la Vergine nella sua ricerca della perfezione e del perchè di tutto rischia di perdere la capacità di andare oltre gli alberi per vedere la foresta e di non perseguire progetti ambiziosi.

Prudenza e modestia impediscono di realizzare grandi cose.

Un valido consiglio per i nati sotto questo segno è di abbandonare l’eccessivo perfezionismo, di accettare i “primi tentativi” perchè sono quelli ricchi di creatività, ispirazione e fantasia… e semplificare.

La Vergine, secondo Senard, è “tormentata da un’inquietudine del meglio ed è orientata sul piano razionale-analitico”. La calma profonda della meditazione è uno strumento di concentrazione e distacco ideale.

Il mantra della Vergine è: io analizzo

Il segno opposto è quello dei Pesci.

La pietra adatta è l’Amazzonite, puoi leggere qui l’articolo di Monili “Vergine: tempo di raccolti”

Fonti

  • Il segno zodiacale come guida spirituale – Swami Kryananda
  • Planetario – Alfredo Cattabiani
  • Astrologia e mito – Roberto Sicuteri
  • Astrocoaching – Gioia Gottini